di Francesco Caroli
SI FA un gran parlare di Intelligenza artificiale (AI), a proposito ma molto spesso a sproposito. In molti casi si afferma che l’AI non ha e non avrà mai i caratteri empatici dell’intelligenza umana, capace di creare contenuti ed espressioni artistiche, invenzioni scientifiche (in definitiva l’intelligenza artificiale è stata generata dalla mente umana), sistemi economici e politici d’avanguardia. Resta comunque da vedere cosa ci riserverà il futuro.
Indubbiamente, l’AI migliorerà e semplificherà molti aspetti del vivere quotidiano. Da monitorare comunque se l’inevitabile perdita di posti di lavoro compenserà la qualità della vita. Nel settore medico, in quello economico, e così via, l’Intelligenza artificiale semplificherà molte procedure di conoscenza e di approccio.
Se vogliamo, l’uso dell’AI diventa sensibile e problematico proprio nel settore della comunicazione e dell’informazione. Tanto che a vario titolo associazioni ed enti professionali del giornalismo cercano di affrontare il tema pensando di riuscire a dirimere i vari nodi ed intrecci che essa comporta nell’utilizzarla in forma massiccia e indiscriminata. È di questi ultimi giorni un incontro organizzato dall’Ordine dei giornalisti pugliesi nell’ambito della formazione professionale continua, che si è tenuto a Polignano a Mare (Bari) sul tema: «L’intelligenza artificiale, tra etica e tecnologia». L’obiettivo? «Quello di riflettere – attraverso un confronto a più voci tra esperti del settore, ricercatori, docenti e giornalisti – sull’intelligenza artificiale e sulla capacità di simulare l’intelligenza umana attraverso l’ottimizzazione di funzioni matematiche». Ma, il tema posto, senza dubbio di gran interesse, è anche al centro «di polemiche riguardo i risvolti etici che coinvolgono i codici culturali delle giovani generazioni a partire dall’infanzia sempre più concentrata nell’uso invasivo della tecnologia, puntando a modelli etici di prevenzione nel nome di un nuovo umanesimo di cui la nostra società ha indubbiamente bisogno».
L’incontro formativo per i giornalisti pugliesi ha visto la presenza tra gli altri, come relatori, di Michele Costantino, già rettore del Politecnico di Bari, di Antonio Carnevale, ricercatore di Filosofia morale dell’UniBa e consulente di/su etica e IA, di Michele Suma, docente e direttore di Sudfestival, di Gaetano Prisciantelli, giornalista RAI, e di Rossella Matarrese, giornalista e consigliera con delega alla formazione dell’Ordine dei giornalisti di Puglia.
Un incontro con degli interventi certamente interessanti e piuttosto articolati, che hanno avuto un’unica pecca: quella di non cercare il confronto e il dibattito con i giornalisti e gli operatori dell’informazione presenti, lasciando a loro il compito di risolvere e sbrogliare a titolo personale e professionale i dilemmi di natura etica che comporta l’utilizzo dell’AI in ambito della comunicazione ad ogni livello.